10 Maggio 2021

Martina Manca

Come i Social hanno salvato la F1

Pochi sport hanno la potenza e il business economico che gira intorno al Calcio, uno di questi è la Formula 1. Eppure, negli ultimi anni, complici una serie di fattori tra cui il passaggio generazionale e la trasmissione dei GP solo sulle tv a pagamento, il mondo delle quattro ruote stava perdendo appeal, soprattutto agli occhi delle fasce d’età più giovani.

Secondo alcuni dati, nel 2016 i fan dalla F1 sotto i 25 anni rappresentavano solamente il 14% del totale, con una difficoltà sempre maggiore nell’attrarre un pubblico giovane e interessato. Oggi le cose sono totalmente diverse e, spoiler, no, non è solo merito di Netflix.
Tutto cambia a partire dal 2017 quando la Liberty Media Corporation, società americana di telecomunicazioni, acquisisce la Formula 1 e inizia quella che diventerà una vera e propria digital transformation, strutturata sulla base di una social media strategy volta ad ingaggiare nuovi target e a recuperare chi si era allontanato.

I risultati di questo cambio di rotta diventano lampanti proprio nel 2020, anno che per il mondo dello sport è stato quasi catastrofico a causa della pandemia. A fronte di un calo dell’audience televisiva del 4,5% rispetto al 2019 (a causa delle meno gare disputate), sui social network la F1 ha fatto passi da gigante. Considerando solo le principali piattaforme occidentali (Facebook, Instagram, Youtube, Twitter, Snapchat, Twitch) e quelle più diffuse in Cina, i follower della Formula 1 sui profili ufficiali sono arrivai a 35 milioni (+ 36% rispetto al 2019), registrando 4,9 miliardi di video visualizzati (+46% rispetto all’anno precedente), ma soprattutto 810 milioni di interazioni con un incremento rispetto al 2019 del 99%. Questo ultimo dato, in particolar modo, rende la F1 il campionato o l’evento sportivo maggiormente in crescita sul campo digital di tutto il 2020 (per fare un confronto al secondo posto troviamo la Bundesliga con un +48%, mentre la MotoGp, maggior competitor nel motorsport, ha registrato un -14%).

In cosa consiste quindi la digital transformation messa in atto negli ultimi anni dalla F1? Innanzitutto nell’essere presenti sui principali social network, con propri profili istituzionali e con quelli dei maggiori interpreti del Paddock: scuderie e piloti. Attuato questo primo, fondamentale passo, si è potuti passare alla vera e propria rivoluzione comunicativa: intrattenere il pubblico con contenuti fino a quel momento inediti e speciali realizzati ad hoc per le piattaforme scelte. La F1 sui propri canali social intrattiene i fans usando gli strumenti digitali e svela il dietro le quinte di uno degli sport più pirotecnici, emozionanti e pericolosi al mondo. Per la prima volta si sono sfruttati le emozioni uniche dei Team Radio tra piloti e scuderie sia in qualifica che in gara con due importanti risultati: dare allo spettatore una visione inedita dello spettacolo e umanizzare il driver (un cane attraversa la pista in qualifica e, altro esempio, la vittoria di Pierre Gasly a Monza del 2020). Soprattutto questo secondo aspetto è venuto quasi naturale con l’abbassamento notevole dell’età media dei piloti presenti nel Paddock che contribuiscono a creare a loro volta contenuti: dai video con i top 10 funny moments delle interviste, ai commenti lasciati sotto le foto dei colleghi su instagram, fino allo sbarco su Twitch durante la stagione scorsa, con Charles Leclerc, George Russell e Lando Norris impegnati a gareggiare virtualmente tra di loro come degli ordinari ventenni (https://www.instagram.com/p/CIES_Wsjyx9/).   

Un’altra piccola chicca: la F1 è sbarcata su TikTok prima della Serie A (il 3 aprile del 2020, il Campionato italiano solo a gennaio 2021), ma dopo la MotoGp rispetto alla quale però stravince in termini di followers: 1.8 milioni vs 776 mila, ed è stata seguita da due delle sue scuderie più performanti a livello di comunicazione digital: Red Bull Racing e McLaren. Proprio la presenza su TikTok (una delle piattaforme più giovani nel panorama social) è un altro dei segnali di un rinsaldato rapporto con le young generations che proprio su questa piattaforma possono creare contenuti a tema seguendo trend che diventano ben presto virali . 

I social hanno quindi salvato la F1? La risposta la si potrà avere solo tra qualche anno, ma nel frattempo l’hanno sicuramente resa ancora più godibile.

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